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LE INSIDIE DELLA VITA : MORIRE A SOLI OTTO ANNI !

LA MORTE DEL BIMBO SALVO LOMONACO

“Continuerei a giocare” rispose il giovanissimo S. Luigi Gonzaga al compagno che gli chiese cosa avrebbe fatto se fosse arrivata la morte. Questa circostanza è stata ricordata alla comunità presente ai funerali durante l’omelia tenuta da P. Francesco, che ha celebrato la liturgia eucaristica. Era una voce molto rattristata quella del parroco di S. Enrico, ma ascoltata in assoluto silenzio.”Ecco cari fratelli e care sorelle, Cari papà e mamma, questo pensiero deve consolarci perché adesso il nostro piccolo caro Salvo sta giocando con gli angeli nel paradiso del Signore”. Hanno presenziato alla liturgia l’Arciprete P. Alfonso Incardona, P. Domenico Lipani, P.Sebastiano Lo Conte e P.Salvatore Taffaro. Mussomeli tutta, con la sua deputazione nazionale rappresentata dagli on.li Cardinale e Misuraca, il consigliere provinciale dell'UDC Tanino Nola, numerosi consiglieri comunali e tanta, tanta gente comune, oggi, si è stretta commossa ed incredula attorno alla bianca bara, olezzante di gigli, contenente le spoglie mortali dello sfortunato bimbo, di appena otto anni, strappato tragicamente all’affetto dei suoi cari. Assente il nuovo sindaco di Mussomeli l'ing.Luigi Mancuso, in quanto fuori sede per impegni istituzionali
Soltanto chi ha una forte fede religiosa, può trovare una cristiana rassegnazione dinanzi ad una tragica morte che ha lasciato nello sgomento e nel profondo sconforto non solo la famiglia Lomonaco. ma un’intera comunità.
E’ da ritenere che questo luttuoso evento, per i credenti, sia motivo di profonda riflessione cristiana ed umana. Sarebbe quasi inaccettabile e quasi impensabile che si possa morire a soli otto anni. Purtroppo anche al piccolo Salvo Lomonaco “nostra sorella morte corporale”, di francescana memoria, ha messo le ali per farlo volare verso il cielo, forse come richiamo a quelle significative parole di Gesù : ”Lasciate che i pargoli vengano a me.” Salvo è volato sì al cielo, accolto dalla schiera degli angeli, ma non sarà più in mezzo alla sua famiglia, ai suoi compagni di scuola, alle sue insegnanti, a chi gli ha voluto tanto bene .Mancherà il suo sorriso, il suo protagonismo, le sue monellerie, il suo essere bimbo fra i bimbi, la sua adolescenza. Sono svaniti nel nulla i sogni, i progetti che mamma e papà sicuramente avevano pensato per lui. Una triste realtà, insomma, difficile da accettare. Il cuore di Salvo ha cessato di battere nel tardi pomeriggio di quel 6 giugno, che per lui doveva essere invece il primo giorno di vacanza, essendosi concluso il percorso scolastico 2006/2007. E’ risultato vano il volo per Palermo nel disperato tentativo di salvarlo. Purtroppo, stavolta, quel giro in bicicletta è finito tragicamente, lasciando i suoi nella totale disperazione. L’ immediata e folle corsa verso il pronto soccorso, i successivi interventi non sono valsi a nulla. Erano apparse subito gravissime le sue condizioni per la fuoriuscita del sangue dal piccolo e martoriato corpo, in seguito alla caduta nel burrone. Ora sono in tanti a chiedersi se questa morte poteva essere evitata. Certamente la giustizia terrena farà il suo corso per l’accertamento di eventuali responsabilità, ma resta indescrivibile la rabbia e la disperazione per un virgulto, così tragicamente spezzato.
Certamente, come già detto, una fede profonda potrà consolare chi oggi è nel dolore perché “Iddio, anche se a volte affligge, non abbandona mai.”
Salvo, l’adolescente sfortunato “ciclista”, voleva gioiosamente continuare a pedalare. Non gli è stato possibile. Su di lui, le insidie della vita hanno avuto il sopravvento, noncuranti che si trattava di un bimbo di soli otto anni. Sarà, comunque, da tutti amorevolmente ricordato.
CARMELO BARBA


Articolo inserito il 08/06/2007

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