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Insediamento del nuovo Sindaco di Mussomeli ing. Luigi Mancuso

Cambio delle consegne fra il sindaco uscente dott.Gero Valenza ed il nuovo sindaco Luigi Mancuso

MUSSOMELI
Venerdì 1° giugno 2007 - ore 11,00 -

c.b.) Questa mattina, presso la sala consiliare “Francesca Sorce”, alla presenza dei sindaci uscente e subentrante (Valenza e Mancuso), del segretario generale del Comune di Mussomeli , e di alcuni assessori in pectore, dei dipendenti comunali, della famiglia del nuovo sindaco (moglie e figlia), si è svolto, con la consegna della fascia tricolore, l’insediamento del nuovo Sindaco ing. Luigi Mancuso. Il discorso del sindaco uscente dott, Gero Valenza e quello successivo del nuovo sindaco vengono qui riportati integralmente, in quanto estrapolati dalla registrazione. Gero Valenza ha voluto anche omaggiare il nuovo sindaco di un sasso talismano, un portafortuna che secondo la tradizione serve ad allontanare gli spiriti avversi. Il sindaco Mancuso si è abbastanza commosso quando il suo predecessore gli ha avvolto attorno al collo e poi fatto scivolare lungo la schiena, la fascia tricolore. Un fragoroso applauso ha sancito l’investitura ufficiale del 36° sindaco della Terra di Manfredi. Così Gero Valenza ha concluso il suo intervento: “questa fascia passa da una persona perbene ad un’altra persona altrettanto perbene.” Nel suo intervento non ha voluto sottacere il fatto che la città di Mussomeli, politicamente, è divisa e che sarebbe auspicabile, date le note peculiarità personali, un autorevole intervento del nuovo sindaco finalizzato ad unire ciò che oggi è diviso.
Intanto è slittata la presentazione definitiva degli assessori. Molto probabilmente sarà presentata la prossima settimana, in occasione del conclusivo comizio di ringraziamento.
Riportiamo ora gli interventi integrali, fatti a braccio, estrapolati dalla registrazione. Il primo è quello di Gero Valenza:
“Dopo un’estenuante, bella e serena campagna elettorale il Popolo di Mussomeli, che in questo momento Voi rappresentate in quanto dipendenti comunali, rende il giusto merito ed il giusto onore a chi ha voluto sindaco di questa città e cioè all’ing.Mancuso. Io so i pensieri che in questo momento sono in mente dell’ing. Mancuso. Poco fa scendendo le scale mi diceva che c’era un pò d’emozione; è un’emozione che io ho provato cinque anni fa ma oltre l’emozione ci sono anche sentimenti che in questo momento prendono corpo nel corpo dell’ing. Mancuso. C’è un misto di curiosità, c’è un misto di contentezza, c’è un misto, come dire, di tensione per la responsabilità a cui l’ing. Mancuso viene chiamato oggi. Ma credo che è un responsabilità bella perché credo che la cosa più bella possa capitare ad una persona, al di là degli affetti familiari che sono i più importanti, credo che la cosa più bella è essere il rappresentante del proprio popolo. Questa è un’avventura esaltante che gratifica e quindi sono contento per l’ing. Mancuso ma sono contento per tutti i cittadini di Mussomeli che avranno questa opportunità.
Ingegnere, io oggi voglio dirLe solo due cose perché non voglio rubare tempo perché oggi è la sua festa ed è giusto che sia Lei l’attore principale. Fare il sindaco non è né facile né difficile. E’ difficile perché ci sono delle responsabilità. Una persona non è un uomo se non ha delle responsabilità e se non si prende delle responsabilità. Lei è da ammirare, come sono tutti quelli che hanno messo la propria faccia davanti a diecimila persone per dire io voglio propormi siano essi consiglieri, assessori, o sindaci, perché siamo messi a setaccio, veniamo analizzati in ogni angolo della nostra vita e del nostro corpo. Quindi già questo è d’ammirare. Ripeto è difficile perché ci sono queste responsabilità; nello stesso tempo fare il sindaco è facile se si prende in considerazione una cosa, che bisogna capire che Sindaci intelligenti o sindaci cretini non ce ne sono, perché è questione di tasche, se i soldi ci sono siamo intelligenti se i soldi non ci sono , siamo cretini. Ripeto, se Lei prende in considerazione, e questo è un piccolo consiglio che le voglio dare, e di questo non ho dubbi, un buon sindaco, una buona persona diventa un buon sindaco, quando svolge questa attività col buon senso del padre di famiglia e conoscendolo, conoscendo la sua famiglia da cui proviene e conoscendo la sua famiglia che si è creata, Mussomeli, da questo punto di vista è in buone mani, perché dalla famiglia in cui Lei è cresciuta e la famiglia che ha saputo formarsi, è il massimo che una persona possa avere. Quindi Lei può fare benissimo da questo punto di vista. Io so, in questo momento,quanto Lei è voglioso di attivarsi per portare avanti questo progetto a cui Lei è stato chiamato e a cui ha voluto prendere parte. Mussomeli, è inutile nasconderlo, è un paese politicamente diviso. Lei è una persona di buon senso; Lei è una persona che sa aggregare e non sa dividere. Mi auguro e spero che possa aggregare tutte le parti politiche di questa città perché le divisioni porterebbero solo male a questo paese. Credo che sia una delle persone che potrà fare benissimo in questo senso. E’ inutile dirle che il mio aiuto, per quello che può servire, è totale per l’esperienza che ho ricevuto in questi cinque anni. Credo che nelle mie piccole cose posso essere a sua completa disposizione per chiarire qualche aspetto o qualche notizia in più su questi cinque anni a cui sono stato chiamato a fare queste cose. Le lascio il personale, a dir poco, eccezionale, sia dal punto di vista professionale che dal punto di vista umano. Le dico un’altra cosa. Questo personale ha delle potenzialità, secondo me, ancora da esprimere, potenzialità ancora nascoste, hanno bisogno di essere stimolati, io l’ho capito tardi. Mi auto accuso di questo perché non l’ho saputo stimolare bene. Quindi lo dico a Lei per non ripetere gli stessi errori. Che possa quindi benissimo stimolarli poichè possono fare tantissimo: hanno dato tanto ma possono dare ancora tantissimo. Dal punto di vista umano ed affettivo penso che sono il massimo che un sindaco possa avere. Ricevono affetto e ne danno altrettanto. Io con loro sono stato più che un fratello. Le auguro che Lei possa avere questa mia esperienza di interagire con loro sul piano personale e non sul piano di burocrazia perché alla fine i rapporti umani vanno al di là di quelli che possono essere i fattori professionali. Io prima di passare alla consegna della fascia, voglio fare un regalo personale. E’ una pietra che raffigura una divinità che mi hanno regalato due anni fa in Emilia Romagna. E’ una pietra che dovrebbe cacciare gli spiriti malefici dalla casa in cui… ed è anche una pietra ed anche una divinità che da forza che dà potenza. Quindi io credo che nessuno come Lei in questo momento possa avere bisogno di forza e di potenza e di respingere attorno a sé tutte le negatività che ci possono essere. Io l’ho tenuta custodita gelosamente nella mia stanza per due anni. E non vedo che le cose non siano andate tanto male. Quindi gliel’affido con tutto il cuore perché veramente possa darle forza e potenza e possono togliere quelle negatività che possono esserci. Le dò e la metterò sulla spalla questa fascia che ho portato dignitosamente per cinque anni dicendo a testa alta a tutti Voi, a tutta la cittadinanza che “questa fascia passa da una persona perbene ad un’altra persona altrettanto perbene.”
Riportiamo adesso il discorso integrale, tenuto a braccio dal nuovo Sindaco di Mussomeli ing. Luigi Mancuso.
Ringrazio tutti gli intervenuti. Ringrazio soprattutto Gero Valenza per le parole che ha avute nei miei confronti. Come dicevo nella scala, scendendo le scale, sono un pò emozionato. Durante la campagna elettorale non sono stato così, sono stato molto sereno ed emozioni non ne ho avute. Ma oggi, che è il giorno del mio insediamento, mi sento effettivamente un po’ carico delle responsabilità che la carica di sindaco comporta. Vedo che qua ci sono tutti i dipendenti comunali, Io ho voluto che fosse presente la mia famiglia, mia moglie e mia figlia,, perché voglio testimoniare quello che sarà l’evento del Comune nei prossimi cinque anni. Il Comune deve essere una grande famiglia. La campagna elettorale è ormai finita. E dobbiamo dimenticare chi ha votato a destra e chi ha votato a sinistra. Voi mi avete votato tutti. Tutta Mussomeli mi ha votato. Quindi sono tutti miei elettori, sono tutti cittadini che debbono essere trattati tutti allo stesso modo. Per potere andare avanti è chiaro che ci deve essere una piena armonia fra amministrazione e dipendenti comunali. Troverete in me una persona che cercherà di aiutare ma che vuole essere aiutata soprattutto da loro. Come un buon padre di famiglia si deve usare nell’educazione dei propri figli il bastone e la carota. Non intendete come bastone il fatto che uno debba essere per forza rigido e cattivo. Ognuno di noi deve fare il suo compito. Il Sindaco, gli assessori, il Consiglio comunale, anche gli impiegati. I dipendenti comunali, ognuno per la propria parte, deve fare quello che deve fare, E’ chiaro che cercheremo di ottimizzare i servizi comunali. Cercheremo di gratificare chi s’impegnerà nell’assolvimento del proprio dovere. Troverete in me, ripeto, un amico. Di una cosa però Vi pregherei, Dentro il Comune dobbiamo mantenere le distanze. Ognuno per il suo ruolo. Ma dobbiamo essere amici fuori. Fuori possiamo andare a prendere il caffé e possiamo andare a cena insieme. Dentro il Comune io debbo fare il primo cittadino, gli assessori debbono fare gli assessori, i dipendenti comunali debbono fare i dipendenti comunali. Ripeto, ognuno col suo ruolo. Non prendetemi per superbo, non prendetemi per una persona arrogante, io sono, diciamo, il contrario; io sono l’umiltà in persona. Però dentro il Comune ognuno deve fare il suo compito. Fuori possiamo andare ovunque. Detto questo, io vi auguro un buon lavoro ed auguro a me stesso di potere essere un sindaco al di sopra delle parti e di trattare tutti, ripeto, considerato che la campagna elettorale è finita, tutti allo stesso modo. Non esistono più gente di destra, non esistono più gente di sinistra, ma esistono solo cittadini di Mussomeli.”



Articolo inserito il 01/06/2007

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