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Reginald Green alla Misericordia di Mussomeli

Il papà di Nicholas accolto dai volontari della Misericordia il 2 giugno 2006

2 giugno 2006 ore 18,00 – Presso la sede della Misericordia nel piazzale Mongibello alla presenza di numerosi volontari e del Consiglio direttivo anche della Fratres è stato accolto Mister Reginald Grenn, papà di Nicholas, il bimbo ucciso dodici anni fa nel corso di una sparatoria in Calabria. Ad accompagnarlo c’erano il prof. Salvatore Vaccaro e la consorte, Angelo Cassarino che faceva da interprete ed alcuni insegnanti di Gela. A fare gli onori di casa i volontari della Misericordia di Mussomeli. Erano presenti anche il personale dei servizi sociali del Comune di Mussomeli e l’Assessore ai beni culturali e P,I, Angelo Barba e don Domenico Lipani. Nel dare il suo benvenuto il governatore della Misericordia Carmelo Barba ha così concluso:”Grazie Nicholas, qualcuno oggi vive e palpita per te ! Ancora grazie mister Green, la sua presenza ci inorgoglisce e ci sprona ad andare avanti nella diffusione della cultura della donazione.Donare è amare. Facciamo dunque vincere la vita col dono e con l’amore. Poi il saluto ed ringraziamento di don Domenico Lipani ,responsabile della pastorale giovanile di Mussomeli, quello dell’Assessore Angelo Barba che lo ha definito “ un angelo ed un fiore che non appassirà mai”, ed infine quello della Presidentessa della Fratres Maria Vincenza Dilena, che precedentemente l’aveva seguita ed accompagnato nella visita al Castello,hanno reso l’incontro, denso di significato;” Donare, amare e servire per costruire un mondo migliore”.
Successivamente, tramite l’interprete, così ha intrattenuto i presenti Mister Reginald Green:
“Nicholas amava l’Italia. Anche se ancora piccolo, ne aveva visto abbastanza in lungo e in largo, dalle Alpi e dalle Dolomiti fino a Pompei e Poestum. La notte in cui fu ucciso eravamo diretti in Sicilia a prendere il traghetto sullo stretto di Messina. Egli amava il lato magico della vita e le storie delle nobili gesta, per cui era tanto eccitato dall’idea di andare per la prima volta in Sicilia, che conosceva già per le storie dei suoi antichi dei e dee e il coraggio dei suoi eroi mitologici. Fin dal giorno della sua scomparsa quell’amore è stato ripagato centinaia di volte. Sono convinto che nessun altro paese, come l’Italia, abbia mostrato così tanto calore e pietà. Sembrò allora che l’intera Nazione volesse darci il proprio conforto. Per fare un esempio: quando l’aereo, che trasportava il suo corpo, atterrò a mezzanotte nell’aeroporto deserto nei pressi di San Francisco, le guardie d’onore, che l’avevano accompagnato, insistettero per tributargli l’ultimo saluto con l’intero cerimoniale che si deve ad un eroe nazionale, sebbene fossero stati in volo per 18 ore e non ci fosse nessuno a guardare”. Continuando mister Green ha poi detto:”Io penso a quello che mi disse una giovane Italiana: Da quando è morto tuo figlio, credo che la gente, le persone comuni, possono cambiare il mondo. Quando vai davanti alla piccola tomba, digli , per favore, questo: Hanno chiuso i tuoi occhi ma hanno aperto i miei.
Gli italiani hanno tradotto queste nobili emozioni in concreti atti di generosità.Dieci anni fa,l’Italia era tra i primi in Europa nella donazione degli organi. Adesso è al primo posto.La percentuale di donazioni si è triplicata, per cui migliaia di persone sono vive oggi, e molti di loro sono bambini, che erano condannato a perdere la propria vita Grazie per averlo conservato nei vostri cuori”.
Un piccolo rinfresco, la foto ricordo e i saluti ed abbracci finali hanno concluso il commovente incontro.


Articolo inserito il 03/06/2006

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