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Testimonianza di un' ex operatrice del servizio civile presso la Misericordia di Mussomeli

Un anno di servizio civile alla Misericordia di Mussomeli


Alla fine del suo servizio, l’operatrice Loredana Mantio, testimoniando la sua esperienza così si esprime:
Un giorno mi ritrovai a rileggere una < leggenda > tra le tante conosciute che così recita: “Un piccolo uccellino divideva la stalla a Betlemme con la Sacra Famiglia; mentre dormiva l’uccellino notò che il fuoco che li scaldava stava per spegnersi, così, per tenere caldo, il piccolo volò verso le braci e tenne il fuoco vivo movendo le ali per tutta la notte. Il mattino seguente l’uccellino fu premiato con un bel petto rosso brillante come simbolo del suo amore per Gesu’ Bambino. Pensai che il piccolo animale avesse ricevuto un premio dal buon Dio, di cui soltanto lui poteva capirne il vero significato. Agli occhi degli altri che lo guardavano, quel pettirosso scintillante avrebbe potuto sembrare qualunque cosa: un’eredità’ genetica dei suoi genitori, una caratteristica della specie, un piumaggio insolito; invece era il segno preciso della benevolenza di Dio. Ho subito pensato che tutto sommato, la vita e l’impegno del volontariato assomigli un pò alla nottata del pettirosso ed al dono divino: soltanto chi esercita il volontariato conosce il senso dei “premi” ricevuti: sorrisi, strette di mano, sguardi affettuosi…
Quello che ognuno di noi può fare è solo una goccia nell’oceano ma è ciò che dà significato alla vita.
Ho capito tutto ciò “vivendo” questo anno non da spettatore ma da protagonista in quella che è la splendida “commedia” della vita.
Ho potuto migliorare ampliando le mie conoscenze, grazie ai corsi effettuati di primo soccorso, organizzati con piena efficienza dalla nostra associazione a favore di tutti coloro che come me vogliono intraprendere il cammino della tortuosa ma ricca strada del volontariato.
La mia avventura ha avuto inizio il 03/01/05, a decorrere da questo giorno si sono mossi i miei primi passi per un cammino di formazione,cammino che ha avuto i suoi precedenti gia anni prima sotto la guida e
autorevole e complice del governatore Carmelo Barba, il quale ci ha da sempre inculcato quello spirito di volontariato necessario alla buona riuscita di ogni singolo atto.
Tutti dicono volontariato, ma ognuno sembra intenderlo a modo proprio, in un modo o nell’altro con diverse sfumature non riescono a staccarsi dall’idea che il volontariato sia il nome moderno della secolare beneficenza, che aiuta la collettività a superare il disagio di convivere con la povertà degli altri, dei molti rimasti fuori dal benessere comune, povertà che la stessa società genera con i suoi presupposti individualistici. Ma non e’ solo questo…
La gratuità è l’elemento distintivo dell’agire volontario e lo rende originale rispetto al altre componenti del terzo settore e ad altre forme di impegno civile. Ciò comporta assenza di guadagno economico, libertà da ogni forma di potere e rinuncia ai vantaggi diretti e indiretti. In questo modo diventa testimonianza credibile di libertà rispetto alle logiche dell’individualismo, dell’utilitarismo economico e rifiuta i modelli di società centrati esclusivamente sull’”avere” e sul consumismo. Noi volontari traiamo dalla nostra esperienza di dono motivi d’arricchimento sia sul piano interiore che sul piano delle abilità relazionali. La maggior parte dei giovani lo percepisce come un pegno da pagare ad uno Stato latitante sul territorio per “tappare i buchi” delle sue inefficienze. Ma se solo provassero a viverlo si accorgerebbero dell’ignoranza delle proprie convinzioni. Io ci ho provato anni fa e posso pienamente dire a gran voce che molte esperienze mi hanno fatto crescere, molte mi hanno fatto ricredere, emozionare, altre addirittura cambiare. La mia realtà è quella di un piccolo paesino e di una piccola ma grande associazione, quella della Fraternita’ di Misericordia, dove mi sono formata durante il servizio civile e che vorrò continuare come volontaria effettiva.
Due sono stati i progetti approvati: “Aprirsi alla terza eta’” e “ ConSolidas”: quest’ultimo è il progetto di cui faccio parte, il quale si occupa di trasporti sanitari programmati, trasporti che possiamo assicurare grazie alle nostre due ambulanze donateci, a loro volta,una dalla B.C.C. “San Giuseppe “ di Mussomeli e l’altra dai cittadini del nostro vallone.
E’ stato proprio questo il mezzo che mi ha fatto e mi sta facendo“viaggiare”nell’animo umano , nei suoi pregi e nei suoi difetti, dove ho fatto tesoro della gratitudine dei volti a cui ho teso la mano…ma dove anche, mi sono ritrovata faccia a faccia a dover combattere con la drammatica sofferenza che molto spesso si trovava a inquietare i corpi di chi chiedeva aiuto. Numerose sono le iniziative che io e gli altri sette ragazzi, che con me hanno condiviso questa scelta, abbiamo portato avanti. Il servizio civile, ci ha dato la possibilità di crescere anche da un punto di vista sociale, grazie anche all’appoggio della nostra associazione e dello stato che ci ha reso autonomi dal punto di vista economico.
Questo e’ un paesino di provincia con le sue usanze e tradizioni e come si e’ soliti fare a Mussomeli anche noi il 19 Marzo in occasione della festa di San Giuseppe o per l’appunto la festa dei “Vicchiarìaddi” abbiamo invitato alla nostra tavola le persone anziane del paese che con noi hanno voluto passare dei piacevoli momenti, gustando i piatti tipici della nostra terra intervallati da mazurke e valzer. Il mese di Marzo è stato anche il mese della Pasqua e abbiamo voluto ricordare la morte di Gesù con un’iniziativa a favore di chi la morte cerca di combatterla grazie alla vendita in piazza, durante la celebrazione del Venerdì Santo, di piccoli bonzai donateci dall’ ANLAIDS.
Passati i primi tre mesi tutto e’ sembrato più semplice, più quotidiano, ho imparato a conoscere coloro che mi stavano accanto, a interagire con loro per un migliore rendimento, ma soprattutto ho scoperto mondi diversi dal nostro, universi paralleli sorti e giacenti negli animi polverosi di tutte quelle persone che alla solitudine si sono drammaticamente abituati. Le periodiche visite all’Ospedale e alla Casa di riposo “Padre Calà” infatti ci hanno permesso così di colmare se pur in parte quella solitudine e quella angoscia che purtroppo si e’ soliti trovare puntuali accanto a loro.
Il semplice porgere di una mano, lo scambio di qualche parola, un sorriso, un gesto affettuoso, sono piccoli gesti capaci di dare tante emozioni, che se ognuno di noi si sforzasse di metterli come obbiettivi primi di ogni singola giornata, tutto sarebbe migliore…
Ma non abbiamo pensato solo a loro.
Con una “Tre Giorni, da noi organizzata, abbiamo voluto ringraziare un nostro benefattore per il dono di un’auto (anch’essa parte integrante dei nostri servizi).Tre giorni tra convegni, giochi, balli, musica e tant’altro in compagnia di persone che dei valori ne fanno una ragione di vita. La cittadinanza ha poi manifestato la sua generosità durante la nostra raccolta di fondi a favore delle popolazioni colpite dal maremoto. Ho positivamente sperimentato il coinvolgimento delle persone, disponibili a dare la propria solidarietà.
Altra esperienza maturata è stata la “simulazione”, inserita anch’essa nel programma della tre giorni, di uno stato di calamita’ con la collaborazione di numerose Misericordie, Protezione Civile e Giubbe d’Italia, provenienti dai diversi paesi della nostra Sicilia.
Sono passati diversi mesi, tutti sembrano conoscerci, apprezzarci, All’Ospedale siamo di casa, abbiamo instaurato anche un buon rapporto con medici e infermieri i quali bontà loro, ci hanno espresso il loro compiacimento per il buon servizio che puntualmente sappiamo rendere agli infermi.Magnifiche e ricche di contenuto sono state le iniziative intraprese con varie associazioni locali.Anche noi del servizio civile abbiamo collaborato all’iniziativa della prevenzione delle malattie cardiovascolari: “Cuore in piazza” 17 – 18 – settembre”:un equipe di medici e volontari hanno saputo realizzato un’ottima performance, riscuotendo grande successo ed il gradimento dei cittadini.
Anche in occasione del natale abbiamo voluto dare la nostra disponibilità ed offrire la nostra assistenza, mettendoci a disposizione con la nostra ambulanza, per la buona riuscita del “Presepe Vivente” della nostra vicina Sutera.
Insomma di esperienze ne abbiamo vissute tante, grazie anche alla nostra unione che non smentisce mai il famoso detto “l’unione fa la forza”. spero che altri come me si pongano il mio stesso obbiettivo e adoperino il servizio civile per metter in pratica convinzioni profonde al fine di “agire liberamente per un mondo che sia migliore per tutta l’umanità“.
Non è cosa facile applicarlo a se stessi, e non si può pretendere di applicarlo ad altri, tuttavia, sino a che una minima quasi impercettibile percentuale di esseri umani continuerà ad utilizzarlo, anche solo una volta ogni tanto, non potrà che venirne del bene. E’ anche a questa piccolissima percentuale che è affidato il futuro della nostra società, e del nostro pianeta.

LOREDANA


Articolo inserito il 17/05/2006

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