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I Cento anni de "LA BANCA DI LI PARRINI" di Mussomeli

Convegno con la partecipazione del Vescovo di Caltanissetta Mons. Mario Russotto, del Direttore della Banca D'Italia di Caltanissetta, dott.ssa Maria Ragusa,del Presidente della Federazione siciliana delle BCC dott.Gaetano Saporito e del Presidente della "Banca San Giuseppe" geom.Michele Mingoia.

MUSSOMELI. Non si fermano le iniziative della S. Giuseppe. Sabato alle ore 17,00 la sala conferenze sarà riservata non solo ai soci,ai clienti ed agli estimatori ma anche alle illustri personalità che vi parteciperanno. Sono previsti gli interventi del Sindaco ing. Mancuso, del Presidente della Federazione siciliana delle Banche di credito Cooperativo Dott. Saporito, del direttore della Banca d’Italia di Caltanissetta dott.: Ragusa e del Vescovo di Caltanissetta Mons. Russotto.Abbiamo avvicinato Il Direttore della Banca Dott. Carmelo Cordaro e gli abbiamo chiesto:

D. Dott. Cordaro, Da diversi anni, Lei è l’attuale direttore generale della Banca S. Giuseppe, che quest'anno, sotto la sua direzione, compie un secolo di vita.
Nell’arco di questi lunghi anni sono state impegnate diverse risorse umane, si sono avvicendate diverse amministrazioni e si sono alternate le direzioni.
Persino preti, nel lontano passato, hanno avuto un ruolo incisivo nella struttura così da farla chiamare la "banca di li parrini".
Secondo Lei, oggi, quali sono i punti di forza o di debolezza della banca che magistralmente Lei dirige, e qual’è la carta vincente affinché la centenaria "San Giuseppe” continui a superare,con tranquillità e senza incertezze,le continue sfide che il mercato costantemente impone?

R. Secondo il mio parere il punto di forza della nostra Banca è l’essere profondamente legata al territorio in cui opera, l’essere cioè realmente vicina ai propri soci, alle famiglie, ai professionisti ed alle piccole e medie imprese in un’ottica di servizio, con l’obiettivo primario della costante crescita delle comunità locali nelle quali la Banca opera. La carta vincente affinché la nostra Banca possa tranquillamente festeggiare anche i duecento anni dalla fondazione è, oltre all’essere sempre gestita da personale veramente valido sotto il profilo umano e qualificato professionalmente come quello attuale, lo stare insieme alle altre B.C.C. in una rete di Gruppo che ci può fare affrontare e superare le sempre più numerose sfide che il mercato nazionale ed ora anche internazionale costantemente ci impone.
Il punto di debolezza di tutte le piccole Banche, e quindi anche della nostra, è strettamente legato alle persone che le amministrano. Se i Soci della B.C.C. San Giuseppe sapranno sempre scegliere un Presidente e degli amministratori come quelli che la stanno molto bene amministrando in questo momento, la Banca non avrà nulla da temere.
Al Geom. Michele Mingoia. Presidente della BCC S.Giuseppe, abbiamo chiesto:
D. Signor Presidente, è innegabile che da diverso tempo c’è una totale apertura della sua Banca verso il sociale e che il suo impegno è sotto gli occhi di tutti. Lo dimostrano anche le recenti gite estive, riservate ai soci ed ai clienti che annualmente organizzate, come anche il sostegno economico dato alle iniziative locali, sia pubbliche che private. Da più parti si continua a dire che una banca non deve avere e non può avere cuore. Lei è d’accordo con questa affermazione? La sua banca è al passo coi tempi?
R. La ringrazio anzitutto per aver voluto attenzionare la Banca San Giuseppe di Mussomeli in occasione del Suo centenario e per le sue positive affermazioni.
Non sono per niente d’accordo con quanti sostengono che una banca non deve avere cuore, anzi deve avere un cuore molto sensibile ai bisogni e ai problemi della comunità in cui opera non ritenendo come solo fine il mero profitto.Le BCC sono banche locali ben radicate nel territorio e lo spot pubblicitario “la mia Banca è differente” trova riscontro nella operatività quotidiana, nel rapporto continuo con i soci, i clienti e nel contribuire alla crescita della collettività sotto l’aspetto sociale e culturale.
La Banca “San Giuseppe” ritenendo, ancora oggi, le motivazioni che hanno spinto a far nascere le allora Casse Rurali, oggi Banche di Credito Cooperativo, valide ed attuali ed inserendosi in una politica di Gruppo è in grado di offrire ad una clientela sempre più globale ed esigente tutti i servizi richiesti.
Tutto questo naturalmente, grazie ad un Consiglio di Amministrazione ed un Collegio Sindacale sempre più attento e vigile, alla collaborazione dei Soci ed alla professionalità del Direttore e di tutti i dipendenti.
CARMELO BARBA


Articolo inserito il 10/11/2007

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